I migliori asset legati all’ambiente per investire in borsa

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Nel mondo degli investimenti un comparto, più di altri, ha riscontrato un crescente interesse da parte dei risparmiatori di qualsiasi angolo del pianeta, spinti da una maggiore sensibilità a tematiche divenute di rilevante importanza. Stiamo parlando di quel settore noto ai risparmiatori con l’abbreviazione ESG, acronimo di Environmental, Social and Governance.

Questo settore tiene in considerazione di tre pilastri fondamentali dall’attuale società, che si è dimostrata estremamente più attenta alla sostenibilità del nostro pianeta. Il comparto più attenzionato è, senza alcun dubbio, quello relativo alle tematiche ambientali, che riguardano il cambiamento climatico, il corretto e sostenibile sfruttamento delle risorse naturali ed un ferreo controllo delle emissioni di CO2.

ESG, un dovere morale che può aiutare a mitigare la volatilità finanziaria

In seconda battuta, ma non meno importante, uno strumento finanziario per definirsi ESG deve risultare “socialmente responsabile”, ovvero deve offrire opportunità sociali ed avere un forte senso di responsabilità nei confronti della società. Il terzo grande settore, rappresentato dalla lettera “G”, è la governance, ovvero la condotta aziendale, ovvero le regole che disciplinano la gestione e la direzione di una società.

Investire in asset che fanno della sostenibilità sociale ed ambientale un cardine imprescindibile, è una scelta vincente non solo dal punto di vista morale. Per essere catalogati ESG, infatti, I titoli devono sottostare ad un processo regolamentato che, in un’ottica di medio/lungo periodo, costituiscono un ottimo supporto per rendere meno volatili i portafogli titoli dei risparmiatori.

Investire nel mondo ESG, di conseguenza, può essere di grande supporto quando ci si chiede dove e come investire in Borsa in uno scenario particolarmente complesso come quello attuale, dove i tassi sono negativi ed i mercati sono particolarmente nervosi. I titoli ESG, oltretutto, possono contribuire a mitigare i rischi complessivi di un portafoglio finanziario, migliorando, in alcuni casi, il rendimento globale dello stesso.

La sensibilità alle tematiche di questo mondo, d’altro canto, è ben evidenziata anche da alcune politiche economiche messe in atto dalle grandi potenze mondiali. L’esempio più lampante, in tal senso, viene proprio dall’Europa, che per prima, con l’ambizioso progetto “impatto zero 2050”, si è posta l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra nei prossimi tre decenni.

Il recovery fund potrebbe alimentare il business virtuoso del mondo green

La crisi economica causata dalla pandemia, oltretutto, non ha fatto altro che sensibilizzare le istituzioni sull’importanza di ridurre l’inquinamento e di lasciare alle future generazioni un pianeta più pulito, più green. Non c’è da stupirsi, di conseguenza, se la fetta più consistente del “Recovery Fund”, il principale strumento di supporto offerto agli stati membri per superare la crisi economico-sanitaria, sia destinata agli investimenti legati, direttamente, al comparto ESG.

In base a quanto analizzato da diversi esperti del settore finanziario, l’abbondante liquidità che da Bruxelles verrà riversata ai governi facenti parte dell’Unione Europea dovrebbe ulteriormente sostenere la crescita del settore ESG, creando una sorta di “business virtuoso”. Le società di fondi, seppur con differenze marcate tra le stesse, hanno optato per soluzioni ad hoc da proporre ai propri clienti, talvolta estremamente specifiche su alcune tematiche del mondo ESG.

Alcune di esse, ad esempio, propongono soluzioni di investimento riguardanti il mondo idrico. In alcune zone del mondo, la scarsità d’acqua è una tematica di rilevante importanza e di stringente attualità che rischia, nei prossimi decenni, di espandersi a macchia di leopardo in tutto il mondo. Investire in società che propongono soluzioni e tecnologie nella gestione delle risorse idriche, per migliorare lo sfruttamento, l’efficienza e la qualità dell’acqua, sarà sempre più importante nel corso dei prossimi anni.

Il problema idrico, tuttavia, è solo uno dei tanti che riguardano il mondo ESG. Un altro, ad esempio, è quello riguardante il settore “low carbon”, che fa riferimento all’economia a bassa emissione di carbonio, che favoriscono, in primis, ad arginare il problema dell’effetto serra.